Scuola elementare "G. Pirelli di Milano" classe IV b - coriandolino e i suoi amici

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Scuola elementare "G. Pirelli di Milano" classe IV b

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CLASSE IV B

Scuola elementare

" G . PIRELLI "

di

Milano

LE AVVENTURE DI CORIANDOLINO


C'era una volta, nell'isola delle stravaganze, un vecchio mago, ma vecchio vecchio di nome Lucios.
Era molto alto e di corporatura magra. Aveva i capelli bianchi, corti ed una barba lunghissima. I suoi occhi erano vivaci, allegri e di color marrone, il suo naso era lucido e a patata. Le guance erano chiare e magroline, le labbra chiare e carnose. Il suo mento era allungato. Aveva un carattere generoso, simpatico, allegro, permaloso e nonostante la sua età era molto sportivo. Era sempre vestito con una lunga vestaglia blu con al centro un grosso sole rosso. Il suo cappello era rosso con una luna blu. Abitava da tempo in un vecchio fungo.
Data la sua veneranda età, Lucios combinava pasticci con tutte quelle sue pozioni e formule magiche, quindi stava cercando un sostituto. C'era però un problema: non passava tanta gente da quelle parti tranne le solite persone, ma lui voleva una persona speciale. Decise allora di fare una magia e pronunciò le seguenti parole:"Oh mio tornado! Scusa se ti ho svegliato ma mi serve un favore, devi trovarmi una persona speciale che possa prendere il mio posto. Ora va' e ritorna presto."
Il tornado si allontanò nel cielo e ritornò dopo due ore con un bambino. Il mago gli chiese: "Sei tornato con ciò che ti avevo chiesto?"
Il tornado rispose: "Sì, mio padrone, ti ho portato il bambino più speciale che esiste!"
"Grazie tornado" , disse il mago e il tornado se ne andò. Il mago fece entrare il bambino nella sua casetta e gli offrì tè e biscotti. Il bambino chiese: "Perché
mi hai portato qui?"
Il mago rispose: "Perché tu dovrai sostituirmi" ed iniziò a spiegargli il motivo;

finalmente, dopo tante ore di spiegazioni, il bambino riuscì a capire.
Il mago gli disse: "Ti chiamerò Coriandolino, avrai tanti coriandoli fra i capelli ed ogni volta che vorrai fare una magia, toccherai uno di essi".
Coriandolino uscì dalla casetta del mago e si incamminò verso il mare. Lungo la strada vide una fila di pini marittimi, in uno di essi abitava un gabbiano. Coriandolino vide che era ferito ad un'ala e non poteva né volare né giocare con i suoi amici; capì allora che era il momento di fare una magia e sfiorò un coriandolo rosso. In quel momento l'ala del gabbiano diventò come nuova e davanti al gabbiano apparve un kit di pronto soccorso così che avrebbe potuto medicarsi anche da solo.
Il gabbiano, felice, prese Coriandolino e lo portò nel cielo. Navigarono come due marinai in quella distesa di blu. Ad un certo punto incontrarono una nuvola che non li lasciava passare, Coriandolino chiese: "Perché non ci fai passare?" La nuvola rispose stizzita: "Perché no!"
Coriandolino capì che quella nuvoletta non aveva amici, allora disse: "Non hai amici, vero?" Lei rispose: "Sì, è vero, a scuola tutti mi prendono in giro per le mie ciglia così lunghe" e detto ciò si mise a piangere. Coriandolino la consolò dicendo: "Non devi sentirti inferiore agli altri, tu sei speciale e per farti sentire felice, farò per te una magia". Toccò uno dei suoi coriandoli ed in braccio alla Nuvoletta-Ciglia-Lunghe apparve un cucciolo.
La nuvoletta esclamò: "Grazie Coriandolino, non ti dimenticherò mai, posso diventare vostra amica?"  Coriandolino rispose: "Ma certo, con te saremo in tre!" e si avviarono felici.
Dopo un po' di tempo la nuvoletta disse perplessa: "Sento la voce di qualcuno che piange, chi sarà mai?"  Il gabbiano scese a terra e fece scendere Coriandolino e lui lo ringraziò dandogli un pesciolino.
La nuvoletta disse: "Fidatevi di me, seguite il mio udito" e si incamminarono
curiosi.

Dopo un'ora di cammino incontrarono una bambina, con un cappello a forma di fragola, che stava piangendo. Coriandolino le chiese: "Come mai stai piangendo?" La bambina rispose: "Perché tutte le fragole del bosco sono sparite!"  "Che strano!" pensò Coriandolino e la nuvoletta chiese: "Come ti chiami?" "Fragolina" rispose la bambina.
Coriandolino esclamò: "Faremo un'ispezione nel bosco e chiederemo alle piante come mai non fanno più fragole".
La mattina seguente tutti e quattro andarono nel bosco. Una volta arrivati il piccolo maghetto chiese ad un cespuglio: "Come mai non fate più fragole?"  "Perché Fragolina le tiene tutte per sé e non ne dà ai suoi amici!"
Coriandolino si rivolse alla bambina dicendole: "Fragolina, se tu mi prometti di dividere le fragole con gli altri, io farò una magia per te".
Fragolina promise,  il piccolo mago allora toccò un suo coriandolo ed il bosco si riempì immediatamente di fragole che non sarebbero finite mai più.
Da quel giorno in poi i suoi amici vissero tutti in cerca di nuove avventura.


    Vittoria e Francesca






CORIANDOLINO E L'INCONTRO DI RANA
LINGUA LUNGA


Un giorno arrivarono, a bussare alla porta di Coriandolino, Ciliegino e Fragolina e gli proposero di andare al parco dove c'era un prato di un verde brillante pieno di margherite, ma deserto: non c'era nessuno.
Coriandolino pensò che ciò era molto strano: un parco senza bambini non l'aveva mai visto. Doveva esserci un problema.
Ad un certo punto videro una cosa saltellare tra l'erba, era una rana con una lingua molto lunga. Fragolina riconobbe subito quella brutta faccia che prendeva in giro i bambini, era Rana Lingua Lunga. L'avevano incontrata nel loro terzo viaggio, era colei che aveva preso in giro Fragolina.
La rana, guardandoli, li riconobbe e disse: - Siete voi! Sì proprio voi! Bene, bene..... Ehi mister Coriandolo, non hai più il tuo peperoncino? E tu, testa di Fragola, perché non piangi? -
Coriandolino, arrabbiato fino all'osso, sprigionò tutto il suo potere e lo scagliò contro la Rana.
La Rana Lingua Lunga diventò Rana "Lingua Spezzata" e scappò via di nuovo.
Un giorno, dopo molto tempo, Coriandolino vide dalla finestra della sua casa tutti i bambini al parco che giocavano felici, decise allora di andare anche lui al parco a divertirsi.
Bussò alla porta di Ciliegino e Fragolina ed insieme andarono a giocare sull'altalena, sullo scivolo e sul dondolo.
Infine tornarono tutti nelle loro accoglienti case.


           Lorenzo e Giovanni




IL COMPLEANNO DI CORIANDOLINO


Coriandolino, il mago bambino con tanti coriandoli fra i capelli, decise di festeggiare il suo compleanno, così andò a chiamare la barchetta volante e le disse: "Vai a prendere i miei amici e portali in cielo". Era lì infatti che doveva festeggiare.
La barca, che era gentile e generosa, andò a dare notizia a tutti i suoi amici, ma non sapendo che le streghe e gli squali erano anch'essi suoi amici, invitò tutti tranne loro.
Fragolina, chiamata così perché aveva sul capo una fragola, era un po' cattivella e ribelle, decise quindi che sarebbe andata da sola alla festa, così si incamminò per il bosco.
Ad un certo punto incontrò il gabbiano Vola Lontano che si era ferito; Fragolina, pur vedendolo soffrire, non lo aiutò ma proseguì per la sua strada.
In seguito per strada incontrò le streghe, bugiarde ed antipatiche, che chiesero a Fragolina dove stesse andando, lei rispose: "Sto andando alla festa di Coriandolino".
Le streghe, furiose per non essere state invitate, decisero di preperare un incantesimo che consisteva nel far rattristare tutto il paese e togliere i poterei a Coriandolino.
Nel frattempo anche gli squali seppero di non essere stati invitati, perché le voci girano velocemente, si sa.
Le streghe chiesero agli squali di dare una lezione a Coriandolino e ai suoi amici ed essi risposero: "Certo, con piacere!".
Le streghe e gli squali andarono all'interno della barchetta, misero nelle bibite la pozione magica delle streghe e se ne andarono.
Finalmente, portati dalla barchetta, arrivarono Coriandolino ed i suoi amici i

quali gli diedero subito i regali;  Coriandolino li aprì e ringraziò gli amici.
Si misero poi tutti a ballare e venne loro una gran sete così bevvero le bibite e poco dopo diventarono tutti tristi, il paese divenne tutto grigio.
Coriandolino provò una sua magia, ma non funzionò: i suoi poteri si erano indeboliti e capì subito che erano stati gli squali e le streghe a combinare tutto ciò, erano infatti gli unici a non essere andati alla sua festa.
Il gabbiano, nel frattempo, riuscì a volare ed arrivò anche lui alla festa. Siccome era intelligente, capì subito tutto. Col suo becco trascinò la barca con tutti gli amici e li portò lontano lontano, su un' isola felice dove magicamente tutto tornò alla normalità.
A streghe e a squali non rimase altro che rassegnarsi alla sconfitta.


IL BENE VINCE SEMPRE.

        Elvira  e  Marika


CORIANDOLINO E IL VENTO ARRABBIATO


Un giorno Coriandolino passeggiava sulla spiaggia.
Ad un certo punto trovò il Delfino col cappello che disse: - Aiuto, aiuto! Il mare è tutto mosso! Le onde coprono il sole! E’ colpa del vento! -
Coriandolino, dopo aver sentito quello che diceva il delfino, chiese alla barca volante di dargli un passaggio fino al centro del mare.
Una volta arrivato a destinazione, Coriandolino vide subito gli squali dispettosi che dicevano al vento che era un essere inutile, che non serviva a nulla.
Il vento si infuriò sempre di più e scaraventò lontano Coriandolino e la barca.
Coriandolino allora prontamente disse: - Vola 1, vola 2, vola 3 - ed atterrò dolcemente davanti ad una grotta.
La barca era stanca e non riusciva più a volare.
Coriandolino entrò nella grotta e trovò alcune Strefate, chiese loro di aiutarlo a fermare il vento, loro accettarono molto volentieri perché una loro amica era prigioniera del vento.
Coriandolino e le Strefate andarono, con le loro scope volanti, dal vento.
Una volta lì, Coriandolino gridò: - Oceanus, Oceanus, Oceanus|
Il vento lo sentì ed andò da lui, a quel punto Coriandolino disse: - Non è vero che sei inutile; tu, sei non sei troppo forte, dai sollievo alla gente -.
A quel punto il vento soffiò così forte verso gli squali da farli volare via lontano e le Strefate ritrovarono la loro amica.
Da quel giorno tutti furono sereni; anche il vento si calmò diventando una lieve brezza.


        Andrea e Roberto




CORIANDOLINO AL PARCO MARINO

Un giorno Coriandolino, che era un mago bambino con i capelli biondi su cui aveva tanti coriandoli colorati, camminava per strada in una grande pianura.
Vide davanti a sé una grande distesa verde dove c’erano dei cani che si rincorrevano e i loro padroni erano seduti sulle panchine e chiacchieravano. Ad un certo punto, Coriandolino vide Ciliegino, un suo amico che era molto intelligente e che al posto dei capelli aveva delle ciliegie, insieme a lui c’era anche Fragolina, una bambina anch’essa sua amica che al posto dei capelli aveva una grande fragola, entrambi mangiavano un gustoso gelato.
Improvvisamente arrivò una raffica di vento e i gelati si spiaccicarono loro addosso;
Coriandolino, allora, toccò uno dei suoi coriandoli e i loro gelati diventarono gustosi ed i vestiti puliti.
Coriandolino continuò a camminare e vide un fiume che si gettava nel mare impetuoso, lì c’era il delfino con il cappello, rincorso dagli squali cattivi con i denti affilati pronti ad azzannarlo. Lui gridò:
- AIUTO! AIUTO! AIUTO! -
Poi vide Coriandolino e gridò ancora più forte:
- AIUTO CORIANDOLINO! AIUTAMI!-
Allora Coriandolino toccò un suo coriandolo e trasformò gli squali in cavallucci marini che lasciarono il delfino in pace per sempre.
Coriandolino andò avanti per il percorso del parco marino e vide in cielo la nuvoletta Ciglia Lunga che aveva le ciglia molto lunghe e stava sempre da sola; toccò nuovamente un suo coriandolo e si trovò sulla barca volante, una barca a vela con le ali; andò dalla nuvoletta Ciglia Lunga e, dopo essersi toccato un suo coriandolo, la trasformò in una nuvoletta socievole, lei molto contenta lo ringraziò.
Coriandolino tornò a terra e continuò il suo giro.
Mentre proseguiva il suo viaggio, incontrò il gabbiano Vola Lontano che gli disse:
- Vuoi venire a fare una volata con me?- Coriandolino acconsentì.
Mentre erano in volo, il gabbiano Vola Lontano si sentì male.
Coriandolino toccò un suo coriandolo e lo fece guarire, poi disse al gabbiano:
- Portami su quella collinetta che voglio schiacciare un pisolino.-
Si riposò un po’ e quando si svegliò, salutò il gabbiano e proseguì il suo viaggio.
Andò a trovare Cavallo Criniera Dorata che lo portò a fare un giro per il parco.
Ormai esausto, Coriandolino andò a trovare il mago che l’aveva creato e gli chiese di condurlo alla fine del parco, dove c’era la sua casa, perché era stanco anche se molto contento per il viaggio fatto.


       Clara e Alessandro


I GABBIANI GIGANTI


C’erano una volta, quattro gabbiani giganti che mangiavano tutto il pesce di Tuttoumporia, un paese sconosciuto. La gente era disperata, cercava di colpire i gabbiani con arpionate, ma niente, la loro pelle era più dura del muro di casa, così, rassegnata smise di sparare.
Il Mago Azzurro, venuto a sapere dell’accaduto dal suo amico Strombo, abitante di Tuttoumporia, chiamò subito Coriandolino, un mago bambino colto e saggio che aveva dei coriandoli magici al posto dei capelli e che, appena venuto a conoscenza del problema, chiamò subito Ciliegino e Fragolina che erano suoi fedeli amici.
Fragolina gli disse:
"Ehi!!!! Muoviamoci per Giove!!!Perché diamine non ci hai chiamato subito??!!"
Ciliegino aggiunse:
"Basta litigare voi due!!! Piuttosto come ci arriviamo là??!!"
Coriandolino si fermò a pensare un attimo poi disse:
"Si!! Siii!!! Siiiiiiii!! Buona idea!".
Fragolina e Ciliegino, con aria sospetta, chiesero.
"Ma a cosa stai pensando eh???".
Coriandolino rispose: "Ma sì, la barca!".  
"Quale barca?" chiesero i due amici.
"Ma sì, la barca volante, quale altra barca sennò!!!" rispose Coriandolino.
I due, con voce calma e sollevata, esclamarono: "Ahaaaa, quella barca!".
Coriandolino, quando tutti furono sulla barca, gridò la formula magica:
"Oceanus, Oceanus, Oceanus!!!".
Di colpo la barca s’innalzò nel cielo in mezzo alle nuvole soffici come panna montata.
Arrivati sull’isola, si potevano vedere i quattro gabbiani che volavano, ma, ad un certo punto, uno di questi andò a sbattere contro la barca e la fece ribaltare facendo cadere Coriandolino nell’azzurro mare; la corrente lo trasportò sulla testa del gabbiano. A quel punto, il gabbiano gigante iniziò a scendere in picchiata scrollandosi più che poteva.
Coriandolino, allora, tolse un coriandolo magico dai suoi capelli e riuscì a vedere il passato del gabbiano: vide i quattro gabbiani quando erano piccoli e vide che i loro genitori furono uccisi dagli uomini di Tuttoumporia.
Così, intenerito da quella storia, prese un coriandolo e fece diventare felici e contenti i gabbiani; andò poi dai suoi amici e disse loro:
"Non temete, non temete! Ora i gabbiani sono tranquilli e non faranno mai più male a nessuno."
Nel frattempo gli uomini ricominciarono a sparare finché colpirono la barca e la fecero cadere a terra.
Allora Ciliegino disse agli abitanti:
"Basta sparare!! Coriandolino li ha fatti diventare buoni!!!!! Guardate, non stanno più mangiando il pesce!".
A queste parole, la gente si voltò verso la spiaggia e vide che, veramente, i gabbiani non stavano più mangiando il pesce allora Strombo gridò:
"Evviva Coriandolino e i suoi amici!!!!!".
Poi la gente li prese in braccio, li portarono sulla loro barca e ripartirono per andare a casa.
Da quel giorno i gabbiani pescarono per gli uomini e così venivano ricompensati con un bel pranzetto.


         Attilio Malambri




IL MONDO AL CONTRARIO


Coriandolino era un mago che aveva al posto dei capelli tanti coriandoli magici.
Era il giorno di carnevale e volle invitare, a casa sua,  i suoi più grandi amici: Ciliegino e Fragolina.
Tutti e tre decisero di andare in giardino per lanciare tanti coriandoli e stelle filanti in aria; ad un certo punto, per errore, Coriandolino toccò uno dei suoi coriandoli trasparenti. Essi non dovevano essere mai toccati perché erano i coriandoli della follia.
Improvvisamente tutto cambiò: gli alberi si capovolsero, i bambini camminarono a testa in giù, gli uccelli nuotarono e i pesci volarono, mentre il cielo si coprì di fiori e dalla terra nacquero nuvole e uccelli. Insomma, c’era ovunque il caos più totale.
Che disastro, un mondo all’incontrario!!!
Coriandolino, dopo il primo momento di sconforto, si affrettò a pronunciare le sue formule magiche: "ASTROS; ASTROS; ASTROS!" e poi " OCEANUS: OCEANUS; OCEANUS!"… ma non succedeva niente, il mondo intorno a loro sembrava impazzito.
I pesci soffrivano, erano affaticati non potevano respirare l’aria e gli uccelli correvano il rischio di annegare.
Se le cose fossero continuate così, tutti gli animali sarebbero morti e le piante anche perché non avrebbero più potuto trarre il nutrimento dalla terra, quindi, di conseguenza, sarebbero morti anche gli esseri umani: come avrebbero potuto infatti sopravvivere senza carne, né frutta, né verdure da mangiare?!!
Beh, Coriandolino doveva sbrigarsi e trovare la formula magica giusta.
Improvvisamente si ricordò: "Vola 1, vola 2, vola 3, contrarius risolvitus!"
Finalmente tutto tornò alla normalità: i pesci si rimisero a nuotare e gli uccelli a volare. Il mondo si salvò e i tre amici continuarono a festeggiare il carnevale toccando solo i coriandoli colorati.

             

Giulia e Martina


IL SALVATAGGIO DEL DELFINO
CON IL CAPPELLO

Un giorno d’estate c’erano degli squali che volevano uccidere il delfino con il cappellino, ma non potevano farlo, allora gli rubarono il cappellino così diventava vulnerabile ed era facile prenderlo.
Per caso arrivarono Coriandolino ed il gabbiano Vola Lontano perché cercavano del pesce da mangiare. Passando di lì videro la scena e Coriandolino si buttò in acqua pronunciando la formula magica: " OCEANUS, OCEANUS,OCEANUS!"
Subito il mare si separò a metà e gli squali caddero dentro un fosso Coriandolino toccò il suo coriandolo blu ed il fosso magicamente si richiuse, imprigionando gli squali.
Per far ritornare il mare com’era, Coriandolino pronunciò la formula magica: " ASTROS, ASTROS, ASTROS!" e tutto tornò alla normalità.
Coriandolino, infine, restituì il cappellino magico al delfino che, per festeggiare, lo fece salire sul suo dorso continuando a nuotare con il gabbiano che li osservava dall’alto.
Da quel giorno il delfino nuotò felice, grazie all’aiuto del suo amico Coriandolino.


       Rebecca, Ahmed e Carla



CORIANDOLINO IN BICICLETTA

Un giorno Coriandolino, con i suoi amici, volle andare in bicicletta, quindi toccò uno dei suoi magici e colorati coriandoli.
Ad un tratto, come per magia, apparve una bellissima bicicletta d’oro con le ruote blu e così iniziarono a provare la bicicletta sulle rive del mar Fantasis.
Dopo un po’, siccome erano stanchi, si misero a giocare ad acchiapparello col delfino col cappello.
Quando si fece notte Coriandolino e i suoi amici si addormentarono sotto le stelle.
Il mattino dopo si risvegliarono dal rumore dei gabbiani; il delfino se n’era andato a casa sua, mentre Coriandolino ed i suoi amici andarono ai giardini dove trovarono la rana dalla lingua lunga lunga.
La rana iniziò a parlare a non finire, Coriandolino ed i suoi amici non ne poterono più e le misero tre peperoncini in bocca; la rana si ammutolì per un istante, diventò tutta rossa e se ne andò dentro lo stagno perché aveva la lingua in fiamme e da quanto le bruciava prosciugò tutto lo stagno lasciando solo le ninfee.
Coriandolino e i suoi amici si misero a ridere a crepapelle e se ne andarono a casa dimenticando la bicicletta dietro lo stagno.
Arrivati a casa si accorsero di non aver la bicicletta con loro, così Coriandolino, Ciliegino e Fragolina, che erano molto sensibili, si misero a piangere pensando a dove avevano potuto lasciarla.
Dopo pochi minuti si accese una lampadina nella testa di Coriandolino e gli venne in mente che l’avevano lasciata dietro lo stagno, quindi decisero di andare subito lì.
Purtroppo di stagni ce n’erano tre quindi il gruppo di amici si divise: Ciliegino
andò al primo, Fragolina al secondo e Coriandolino al terzo. Durante il percorsoFragolina inciampò in un ramo e cadde nello stagno facendosi male al ginocchio così chiamò aiuto, i suoi amici arrivarono a soccorrerla e la tirarono fuori: era tutta fradicia, le usciva il sangue dal ginocchio.
Coriandolino allora toccò uno dei suoi coriandoli e fece guarire Fragolina, si ripresero la bicicletta che nel frattempo Ciliegino aveva ritrovato dietro al primo stagno.
La giornata era terminata e tutti tornarono a casa felicemente.


        Susanna e  Diego




CORIANDOLINO RISOLVE TUTTO

C’era una volta, in una bella casetta, un piccolo bambino di nome Coriandolino che aveva la pelle chiara e dei coriandoli al posto dei capelli.
La casetta di Coriandolino era piccina e di legno e davanti ad essa abitavano i suoi migliori amici: Ciliegino e Fragolina. Insomma Coriandolino era proprio contento della sua vita perché aveva molti amici e non provava odio per nessuno.
Poteva godersi tranquillamente tutta la giornata: per esempio poteva giocare spensieratamente a nascondino o nel prato vicino a casa sua, o nel bosco.
Un giorno Ciliegino, giocando insieme a Coriandolino e Fragolina a nascondino nel buio e fitto bosco, si perse.
Ad un certo punto sentì delle vocine basse, si avvicinò ed udì che dei cattivi che stavano complottando: volevano combattere contro i buoni per distruggere il bene e far trionfare il male.
Ciliegino scappò da lì impaurito e andò in cerca di Coriandolino e Fragolina; correva, aveva il fiatone, il cuore in gola e la paura di inciampare perché, a causa del buio, era difficile vedere dove si metteva i piedi. Fortunatamente Ciliegino sentì un’altra voce ma questa gli era molto familiare e dopo un secondo urlò: "Ma certo, sono i miei amici!". Dopo il primo momento di felicità per essersi ritrovati, Ciliegino raccontò tutto agli amici ed insieme decisero che si doveva fare qualcosa per abbattere i maligni che volevano portare l’infelicità nel mondo. Riunirono altri loro amici e si fecero aiutare anche da mille lucciole fosforescenti che avrebbero fatto luce nel buio e fitto bosco.
Coriandolino, Ciliegino e Fragolina avrebbero voluto evitare la guerra ma purtroppo non era possibile, decisero però che non avrebbero fatto una guerra con armi e violenze ma solo di magia.  Tutti insieme si diressero nel
luogo in cui Ciliegino si era perso, per affrontare i maligni. Una volta giunti sul posto, li fecero uscire dal covo e Coriandolino disse: "Siete voi che volete il male nel mondo? Noi non lo permetteremo!".
I cattivi incominciarono a tirare fuori le armi ma Coriandolino pronunciò le sue parole magiche: " OCEANUS, OCEANUS, OCEANUS" e toccò un suo coriandolo giallo. Improvvisamente le armi lasciarono le mani dei cattivi e volarono loro contro. Coriandolino disse: "ASTROS, ASTROS, ASTROS" e una grande bolla colorata imprigionò i maligni, s’innalzò nel cielo e li portò in un posto lontano e buio dell’universo facendoli sparire. I buoni trionfarono per sempre.


        Tommy e Marco






CORIANDOLINO E UNA GIORNATA  
ALL’ OSPEDALE

Coriandolino si trovava nella sua magnifica isola ma aveva bisogno di rendersi utile a qualcuno perché la sua vita non lo soddisfaceva più.
Un giorno scoprì che in Italia c’era un bell’ ospedale di nome Niguarda così corse a chiamare i suoi amici per farsi accompagnare nel viaggio in Italia.
Prima di partire Coriandolino fece una lista di oggetti da comprare, il primo oggetto della lista era del buon pane per tutti i bambini ammalati e dell’acqua fresca di montagna. Comperate queste cose partì subito.
Arrivato con i suoi amici in Italia Coriandolino chiese ad una persona dove si trovava l’ospedale ma subito Ciliegino vide dietro di lui l’ospedale, magnifico e grandissimo, vi entrarono subito.
Salirono le scale ed entrarono in una sala piena di bambini che erano a letto tranquilli ma avevano facce tristi, Ciliegino si consultò con Coriandolino e decise di dare a quei bambini del pane e dell’acqua fresca.
Fragolina prese le sue splendide fragole e fece una magnifica marmellata per spalmarla sul pane. Coriandolino prese un coriandolo bianco senza potere e se lo mise in tasca, poi lo mise in una scatola magica per un’ora; trascorsa l’ora tirò fuori dalla scatola il coriandolo che si era trasformato in una faccia sorridente.
Coriandolino aveva risolto il problema, corse dai bambini che avevano la faccia triste e lanciò loro il coriandolo che donò a tutti felicità immensa e facce felici e sorridenti. Coriandolino abbracciò tutti i bambini e disse fra sé e sé : " E’ stato fantastico!!!!!".


Riccardo Tucci  e Federico Meo




LA SINCERITA’  DI CORIANDOLINO


Un giorno Coriandolino andò a giocare a palla vicino ad un lago; ad un tratto diede un calcio molto forte alla palla ed essa vi finì dentro.
Quella palla, anche se vecchia e sporca, per Coriandolino era molto importante quindi si mise a piangere.
Dopo poco tempo, dal lago, uscì uno strano essere che disse di essere lo spirito del lago e chiese a Coriandolino se per caso gli fosse caduta una palla dentro, lui rispose di sì.
Lo spirito si tuffò nel lago e, quando riemerse, aveva con sé un pallone d’oro; chiese a Coriandolino se quello era il suo pallone ma lui gli rispose di no. Lo spirito si rituffò nuovamente e quando riaffiorò aveva con sé un pallone d’argento; anche questa volta Coriandolino disse che il pallone non era il suo.
Lo spirito si tuffò per la terza volta e riportò in superficie un pallone vecchio e consumato e subito Coriandolino lo riconobbe per suo.
Lo spirito quindi gli restituì subito il pallone ma insieme gli regalò anche gli altri due come riconoscenza per la sua sincerità.
Dall’accaduto a Coriandolino si impara che la sincerità è una grande virtù.


        Giovanna e Sabrina


 
 
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